«L’ESERCIZIO FISICO È MISURA PREVENTIVA, MA PUÒ TRASFORMARSI IN UN TRIGGER DI MORTE IMPROVVISA CARDIACA»

Il continuo aumento degli sportivi agonisti, non agonisti o coloro che praticano l’esercizio fisico per il proprio benessere ha portato ad una richiesta sempre maggiore di controlli medici e ha dato la possibilità allo sviluppo di evidenze scientifiche che ne dimostrino l’utilità. La visita medico sportiva é un’eccellenza italiana da più di trent’anni ormai. Un modello al quale si stanno adeguando progressivamente molti Paesi e che costituisce ad oggi una pietra miliare della medicina preventiva.Il protocollo italiano prevede la raccolta anamnestica, l’esame obiettivo ed esami strumentali come valutazione pressoria, esame urine, spirometria, controllo visus e soprattutto elettrocardiogrammi, a riposo, durante sforzo e dopo sforzo. Ma perché se un soggetto sta bene dovrebbe sottoporsi ad una visita specialistica annualmente?

La pratica regolare di attività fisico-sportiva costituisce una delle più importanti misure di prevenzione cardiovascolare ed è utile a qualsiasi età perché migliora la forma fisica e riduce significativamente morbilità e mortalità cardiovascolare. Tuttavia, l’esercizio fisico può trasformarsi in un trigger di morte improvvisa cardiaca in soggetti affetti da una malattia cardiovascolare spesso misconosciuta.

Questo paradosso dell’esercizio fisico spiega perché un giovane atleta apparentemente sano ed in stato di ottima salute possa morire improvvisamente ed inaspettatamente nel corso di un allenamento o di una competizione sportiva. Il meccanismo dell’arresto cardiaco durante sport, nella stragrande maggioranza dei casi, consiste in una tachiaritmia ventricolare che insorge come complicanza improvvisa di un ampio spettro di malattie cardiovascolari, dal decorso clinico silente e, pertanto, difficili da sospettare o diagnosticare. Lo screening cardiovascolare sistematico dei soggetti che intendono dedicarsi all’attività sportiva, specie giovani, offre la possibilità di identificare precocemente, in fase presintomatica, gli atleti affetti da malattie cardiovascolari. Professor Domenico Corrado dell’Università di Padova ha pubblicato in passato lo studio che dimostrava la diminuzione della mortalità dei giovani per morte improvvisa nella regione Veneto, dopo l’introduzione della visita medico sportiva.

L’associazione inglese CRY (Cardiac Risk in The young), diretta dal professor Sharma, sostiene che nel Regno Unito ogni settimana un giovane apparentemente sano muoia per patologia cardiaca non diagnosticata e invita tutti i giovani a sottoporsi ad una visita con elettrocardiogramma. Oltre due terzi delle non idoneità sportiva o sospensioni temporanee dell’attività sono legate ad anomalie elettrocardiografiche, e questo diventa la risposta circa l’utilità di eseguire questo esame regolarmente. Altri aspetti medici possono emergere dalle valutazioni medico sportive accurate, dalle disfunzioni a carico del sistema nefro-urologico o metabolico (diabete mellito o glomerulonefriti), patologie respiratorie (asma e bronchiti croniche), deficit visivi (riduzione visus o discromie), vizi posturali specie dei bambini e adolescenti. Da tutte queste considerazioni si evince che in un’epoca dove diventa sempre più difficile accedere ad esami a basso costo o visite preventive, la visita medico sportiva, specie per la classe di ragazzi e giovani adulti, sia non solo fortemente raccomandata ma anche indispensabile.

 

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