Per venire incontro alle esigenze dei numerosi pazienti che, dopo aver contratto il Covid-19, devono tornare all’attività sportiva, agonistica o non, abbiamo chiesto al Dott. Arnel Hajdarevic un parere medico sul tema.

Perché gli sportivi reduci da infezione al Covid 19 sono soggetti a particolari approfondimenti?
La valutazione degli atleti post infezione SARS COV2 (COVID-19) è indispensabile per valutare le possibili conseguenze della stessa sui vari organi ed apparati, tenendo in considerazione anche gli effetti del decondizionamento fisico ma anche psicologico provocato dall’inattività.

Quali sono le principali complicanze possibili?
Tra le complicanze maggiori e più frequenti vi sono esiti di polmonite interstiziale con le relative conseguenze sulla respirazione.
Altra possibile complicanza è rappresentata dal danno miocardico o infiammazione del sacco pericardico. In questo caso lo sviluppo di esiti a distanza di un processo acuto (miocardite) può rappresentare una limitazione alla funzione cardiaca sia sotto l’aspetto della funzione di pompa, sia per il potenziale rischio aritmico da cicatrici non ischemiche. La pericardite ha un decorso più favorevole ma anch’essa necessità di detraining e terapia medica.
Non bisogna dimenticare nemmeno gli aspetti metabolici come l’aumento del peso corporeo, modifiche dell’assetto glico lipidico e pressorio, specie negli atleti master.
Occorre, quindi, molta prudenza ed attenzione nel valutare nella sua globalità l’atleta guarito da COVID-19.

Quali sono gli step per il ritorno allo Sport per gli atleti che hanno contratto il Covid 19?
Passati i 30 giorni dalla negativizzazione del tampone o dalla fine dei sintomi nel caso non ci sia un tampone “di uscita”, l’atleta accede negli studi di medicina dello sport per una nuova valutazione , che però in questo caso sarà ancora più dettagliata e approfondita.

Nel dettaglio, gli esami da effettuare per gli atleti asintomatici o paucisintomatici si differenziano quelli a carico dei pazienti che hanno avuto maggiori problematiche?
Gli atleti asintomatici o paucisintomatici con malattia lieve (classe A1) che sono la stragrande maggioranza eseguono l’ecocardiogramma color doppler, test ergometrico massimale con la valutazione della saturimetria periferica e la spirometria completa, oltre alla valutazione attenta dell’anamnesi ed accurato esame obiettivo.
Per i quadri più gravi si aggiungono altri test strumentali e laboratoristici con valutazioni aggiuntive secondo il protocollo ministeriale.

Si tratta quindi del primo passo per tornare a praticare sport in sicurezza?
L’altissimo grado di soddisfazione da parte degli atleti-pazienti dopo la visita dimostra che oltre ad essere necessaria ed obbligatoria, una valutazione così approfondita sarebbe anche utile a prescindere dal covid a tutte le età.

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