Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, legata ad una lesione tessutale potenziale o reale…”.
Tale definizione, proposta dall’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP), pone l’accento sul doppio aspetto percettivo ed affettivo dell’esperienza dolorosa.

 Il dolore va, dunque, inteso come processo costituito da multiple componenti: sensitivo-discriminativa, affettivo-emozionale e cognitivo-valutativa, ciascuna delle quali è elaborata indipendentemente, ma può influenzare le altre. 

  1. La componente sensitivo-discriminativa corrisponde alla sensazione algica ed è responsabile della localizzazione dello stimolo e della discriminazione della sua qualità ed intensità. 
  2. La componente affettivo-emozionale corrisponde al modo in cui il paziente esprime il dolore; produce spiacevolezza, attenzione selettiva verso il dolore e desiderio di porvi fine. E’ particolarmente rappresentata negli stati dolorosi cronici e nelle forme di origine psicogena. 
  3. La componente cognitivo-valutativa corrisponde al significato che il paziente dà al suo dolore; è legata a fattori educativi, culturali e sociali.

Nel campo della terapia del dolore assume particolare rilevanza l’impiego di programmi d’intervento integrati, basati su competenze multidisciplinari sia di Medicina Convenzionale che Complementare. Come accade in ogni altro processo assistenziale, la scelta del trattamento antalgico deve essere fondata sulla centralità del paziente con le sue specifiche necessità. La piena condivisione del percorso di terapia (dalla scelta del trattamento idoneo alla verifica dei risultati) diventa, infatti, una prerogativa imprescindibile per raggiungere un migliore outcome a lungo termine. Qualsiasi trattamento che risulti efficace per alleviare una sintomatologia dolorosa deve essere, per questo, valorizzato, implementato e “ritagliato su misura”.
Tra le molteplici opzioni terapeutiche, l’Agopuntura rappresenta una valida arma a disposizione del clinico, il cui ruolo è ampiamente riconosciuto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed il cui impiego deve avere, però, un razionale specifico.
Si tratta di un trattamento “evidence based”. Numerose evidenze scientifiche ne hanno chiarito, cioè, i meccanismi di funzionamento ed hanno enfatizzato alcuni vantaggi in termini di sicurezza e costi a parità di efficacia con altri trattamenti antalgici.

Antico sistema terapeutico che rientra nella medicina tradizionale cinese (MTC), l’Agopuntura, consiste nella stimolazione di specifici punti situati sulla superficie cutanea (detti “agopunti”) attraverso l’utilizzo di aghi sottilissimi, sterili e monouso. Viene indotta così la liberazione di endorfine e neurormoni capaci di rilassare, disinfiammare e decontratturare specifiche strutture e sistemi corporei.  Il metodo di trattamento si fonda sul principio secondo il quale i flussi di energia del corpo (Qi), se perturbati, possano essere riequilibrati attraverso la stimolazione di alcuni punti situati lungo le “vie” del Qi, dette meridiani, sulla superficie corporea.
Uno specifico agopunto, oltre che con l’infissione dell’ago, metodica più diffusa e conosciuta, può essere stimolato termicamente mediante Moxibustione (sigari di Arthemisia Vulgaris), elettricamente (elettroagopuntura), mediante coppette / ventose (cupping therapy , coppettazione).

 Il trattamento del dolore muscoloscheletrico rientra tra i campi di applicazione più diffusi dell’Agopuntura. Le patologie muscoloscheletriche sono molto comuni e colpiscono in modo trasversale tutte le fasce d’età. Possono essere la risultante di traumi, alterazioni posturali, sovraccarichi funzionali a carico di quella complessa entità funzionale che viene composta da ossa, articolazioni, tendini, legamenti, borse, nervi e vasi sanguigni (detta appunto sistema muscoloscheletrico).
La sintomatologia dolorosa, che varia di intensità e di durata a seconda della causa sottostante, può dipendere, anche, da processi infiammatori a carico di radici spinali e dei nervi periferici (sciatalgia/ dolore neuropatico). Il dolore muscoloscheletrico va sempre indagato accuratamente attraverso una visita specialistica mirata ad ottenere una diagnosi eziologica. Completeranno l’algoritmo diagnostico, ove necessario, gli approfondimenti strumentali.
Per ottenere un ottimale trattamento del dolore, soprattutto in fase acuta, è necessario, spesso, utilizzare non solo una strategia multifarmacologica, ma anche multimodale ( sinergia tra più tecniche integrate).
Le diverse tecniche di Agopuntura agiscono in maniera combinata sul dolore esplicando i loro effetti a più livelli (locale, centrale, periferico e biochimico).
Intervengono, infatti, sia nella veicolazione afferente dello stimolo doloroso, sia nell’attivazione degli interneuroni della sostanza gelatinosa del midollo spinale attraverso un meccanismo periferico.  Inducono, inoltre, la produzione di oppiodi endogeni come le encefaline e le dinorfine. Lo stimolo agopunturale raggiunge alcune strutture nervose (il nucleo arcuato e l’ipofisi in particolare) ed elicita la liberazione massiva di queste sostanze sia nel sangue che nel liquido cefalorachidiano.
E’ stato, inoltre, dimostrato come l’Agopuntura possa influenzare la concentrazione di neurotrasmettitori (quali serotonina e dopamina) nel sistema limbico. Quest’ultimo coinvolge diverse strutture cerebrali, tra cui l’ippocampo, l’amigdala, i neuroni di connessione con l’ipotalamo e centri correlati al reward, al comportamento emotivo ed alle funzioni appetitive. Agisce, quindi, su tutte le componenti del dolore.

Attualmente trova largo impiego, con documentata efficacia, nel trattamento di diverse forma di emicrania, nella dismenorrea, nelle dipendenze e in molte altre patologie anche resistenti ad altre forme “tradizionali” di terapia e che giovano, appunto, di metodiche combinate i cui effetti si sommano in maniera sinergica. Non si tratta di un trattamento sostitutivo, ma complementare. E’ di estrema importanza sottolineare questo concetto. Evidenze scientifiche riportate in letteratura indicano  un indice di efficacia anche nel trattamento del dolore cronico che oscilla tra il 55 e l’80%. Uno dei vantaggi principali che ha contribuito notevolmente alla diffusione è la possibilità di ridurre in modo significativo dose e durata dei trattamenti farmacologici, anche nel dolore post-operatorio. Ne limitano, però, la diffusione alcune caratteristiche.
Uno dei limiti all’utilizzo della metodica è rappresentato, ad esempio, dalla tecnica stessa, perché l’infissione degli aghi, sebbene non dolorosa, se condotta da mani non esperte, può non risultare gradita al paziente , soprattutto in fase iniziale. Nei soggetti particolarmente ansiosi o emotivi potrebbe verificarsi durante il trattamento una crisi lipotimica o una riduzione improvvisa della pressione arteriosa. L’esecuzione della metodica deve,  per questo, essere eseguita da personale sanitario altamente formato. Perché vi siano risultati ottimali è richiesta costanza nell’esecuzione delle sedute, che vanno ripetute secondo un timing preciso, diversificato in base al tipo di disturbo sottostante.
Prima di procedere con il trattamento occorre, sempre, valutare quali siano le risorse organiche e funzionali del paziente. Non sempre è, infatti, possibile una restitutio ad integrum. In casi di danni organici irrimediabili a carico di un tessuto o apparato l’Agopuntura risulta priva di efficacia e non trova, quindi, alcuna indicazione terapeutica. Non è un trattamento adatto a tutti, come erroneamente si potrebbe essere indotti  a pensare.

Possiamo concludere che, come per molti dei trattamenti antalgici oggi disponibili, la scelta di questa metodica, sicuramente valida, deve rappresentare l’esito di una valutazione ponderata che richiede una diagnosi accurata, un setting di cure specifico, una formazione adeguata ed un’adesione consapevole da parte del paziente.

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