La pericardite - Medical Lab

La pericardite

La pericardite è un’infiammazione del pericardio, il sottile sacco, composto da due foglietti, che circonda il cuore. Il pericardio aiuta a mantenere il cuore nella corretta posizione all’interno del torace ed evita l’attrito con le circostanti strutture grazie ad un sottile strato di liquido che facilita lo scorrimento dei due foglietti uno sull’altro. 

L’infiammazione di questo tessuto ne provoca l’inspessimento e frequentemente, in una seconda fase, l’aumento della componente liquida tra i due foglietti.

 

I sintomi

La principale manifestazione clinica della pericardite è rappresentata dal dolore toracico, presente nell’85-90% dei casi. Il dolore tipico, appunto “pericarditico”, è dovuto all’infiammazione del pericardio e all’irritazione delle terminazioni nervose: è usualmente retrosternale, a volte irradiato all’emitorace o al braccio sinistro, accentuato dall’inspirazione e dall’attività fisica; è attenuato invece dalla posizione seduta, piegati in avanti. Altri sintomi, meno comuni, sono rappresentati dalla dispnea, dalle palpitazioni o da una profonda stanchezza. In caso si associ ad infezioni sistemiche, possono essere presenti febbre o sintomi simil-influenzali. 

 

Le cause

  • Nella maggior parte dei casi, a causare la pericardite è un virus (come quelli dell’influenza o il COVID-19) o un’altra condizione infiammatoria come l’artrite reumatoide;
  • Più raramente, la causa è un trauma al torace, come un incidente stradale o un intervento di cardiochirurgia, oppure può insorgere come complicanza di un infarto miocardico; 
  • Altri problemi di salute come il cancro, l’insufficienza renale o un grave ipotiroidismo possono scatenarla;
  • Infine, anche alcuni farmaci e vaccini possono innescare i meccanismi infiammatori alla base di questa patologia;
  • Nonostante l’impegno diagnostico, a volte la causa non è identificabile e in tal caso viene definita come “pericardite idiopatica”.

 

Negli ultimi anni, sono stati riportati casi di miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e di pericardite dopo la vaccinazione Moderna o (più raramente) dopo la Pfizer. Solitamente, tale rara complicanza si presenta in maniera lieve, permettendo un rapido recupero clinico con semplici trattamenti. In ogni caso, le evidenze scientifiche hanno ampiamente dimostrato come l’infezione da COVID-19, in particolare in soggetti non vaccinati, comporti un rischio molto più alto di causare miocarditi, pericarditi ed altre complicanze gravi.

 

La diagnosi

La pericardite può essere complessa da diagnosticare. Il Cardiologo potrà identificare, auscultando il battito cardiaco, il caratteristico “sfregamento” dei foglietti inspessiti dall’infiammazione. In tal caso, il sospetto clinico potrà poi essere confermato da:

  • esami del sangue
  • un elettrocardiogramma (ECG)
  • un ecocardiogramma (ECHO)
  • una radiografia del torace (RX)

 

Tali esami, rapidi e facilmente eseguibili, consentono un preciso inquadramento diagnostico, senza rischi per il paziente. Inoltre, permettono di escludere altre potenziali cause dei sintomi lamentati, evitando ritardi nel trattamento di tali patologie.

 

La terapia

Fondamentale è la diagnosi precoce e il trattamento delle condizioni di base che hanno causato l’infiammazione. Alcuni dei farmaci utilizzati sono:

  • anti-dolorifici
  • anti-infiammatori, come Colchicina e Aspirina
  • cortisonici, se i primi sono stati inefficaci
  • antibiotici, quando è confermata l’origine batterica

 

Raramente, se l’infezione prosegue e peggiora, andando ad impattare sul corretto funzionamento cardiaco, può essere necessario l’intervento del cardiochirurgo per drenare il liquido accumulatosi tra i due foglietti del pericardio o, in casi estremi, per rimuovere parte del tessuto infiammato e cicatriziale.  

Nei casi più frequenti, quelli di pericardite acuta, i sintomi hanno una durata limitata nel tempo e, nella maggior parte dei pazienti, tendono a risolversi nell’arco di poche settimane. Purtroppo però, in alcuni casi, i sintomi tendono a ripresentarsi più volte o a persistere per mesi. Per tale motivo è fondamentale, dopo una precisa diagnosi, impostare una corretta terapia farmacologica e proseguirla per i tempi prescritti. 

Durante la fase sintomatica è largamente dimostrato come lo sport e l’attività fisica possano rallentare la guarigione. Dal momento che la pericardite può colpire anche persone giovani, attive e in perfette condizioni di salute, l’astensione dagli sforzi fisici è di fondamentale importanza e la sua durata va valutata caso per caso.

 

Conclusione

Ogni anno, in Italia, la pericardite colpisce circa 150.000 pazienti. Una corretta diagnosi, seguita da un’appropriata terapia farmacologica e da un periodo di riposo, ne assicurano la guarigione nella grande maggioranza dei casi. Di fondamentale importanza, perciò, per chi ne viene colpito, si conferma il riconoscimento dei sintomi, del dolore toracico e degli altri disturbi associati.

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